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Dossier Vista "I capolavori degli Impressionisti:"

27/11/2012

Questione di miopia?

Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas: sono solo alcuni dei grandi maestri che hanno dato una svolta fondamentale alla storia dell’arte, realizzando, nella seconda metà dell’Ottocento, capolavori come “Impression, soleil levant”, il dipinto da cui trae origine il termine “Impressionismo”, coniato dal critico dell’epoca Louis Leroy. Pennellate rapide, macchie di colore, un nuovo senso della luce e la pittura in plein air hanno caratterizzato quella che è stata definita la “rivoluzione dello sguardo” degli Impressionisti. Ma un neurologo australiano, Noel Dan, sostiene da qualche tempo, con una tesi decisamente originale, che una visione tanto innovativa nella pittura europea avesse in realtà un’origine ben precisa: la miopia. Stando alle conclusioni del neurologo, pubblicate sul Journal of Clinical Neuroscience, Monet, Renoir, Cézanne, Degas e compagni dipingevano così solo perché erano miopi. Secondo Noel Dan, che sostiene di essere giunto a questa curiosa interpretazione attraverso l’attenta analisi delle opere, se questi grandi maestri avessero indossato un paio di occhiali avrebbero dipinto in modo del tutto diverso. Si tratta di un’affermazione piuttosto azzardata e poco fondata, prontamente smentita da diversi esperti d’arte, tra cui il professor John House del Courtald Institute of Art di Londra. Il segreto della storica “rivoluzione dello sguardo” degli Impressionisti, e di tanti capolavori che continuano a parlare alla sensibilità di chi li ammira, non si cela certamente dietro ad un disturbo della visione o ad una difettosa messa a fuoco di questi grandi artisti.
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